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domenica 21 settembre 2014

NUOVI MONOLGHI PER PROVINI - IL RACCONTO DI CESARE - AMORE TOSSICO

Ogni tanto torna a far capolino questa rubichetta che vi propone dei monologhi "nuovi" (si spera) da portare ai provini. Quello che vi propongo oggi è molto particolare, come il film da cui è tratto: "Amore Tossico" diretto nel 1983 da Claudio Caligari è un viaggio infernale - con punte di paradossale e grottesco umorismo - nel mondo dei "tossici" romani di trent'anni fa, interpretato da ex-tossicodipendenti. Il lungo monologo di Cesare, interpretato con incredibile intensità dal compianto Cesare Ferretti, è probabilmente frutto dell'esperienze dello stesso, è un vivo racconto di squallore e disperazione che, credo possa essere un ottimo "banco di prova" per le vostre intrerpretazioni nei casting e in showreel.



Penso all'artr'anno... Stavo qua, de 'sti tempi, era il periodo che tu eri ricoverata. Me facevo... se facevamo, io e Massimo, un par de grammi al giorno. Annavamo tutti i giorni a ruba' e quer giorno avevamo fatto 'na bella chiusura. C'avevo... mamma mia come stavo quel periodo... c'avevo... ero proprio rovinato, tutto sventrato.
Quel giorno avevamo fatto 'na chiusura, avevamo preso 'na cifra, avevamo preso proprio belli soldi... Comunque, stavamo a dormi', me so' arzato, me so' svejato la notte, stavo a rota persa... dico che fai? Vado da Mario, no?
So' andato da Mario: tutte storie, scene, "a quest'ora?"...come ha visto i soldi: "Beh, vabbè, forse se può fa'..." e m'ha dato la robba.
Ho caricato la siringa a 'na fontanella, me so' preparato la robba, passava un tassì, ho chiamato er tassì, je ho fatto "portame a Ostia", je ho messo in mano un pezzo, una piotta, e ho fatto: "Aoh, portame a Ostia, portame a Ostia!". Come ha visto i soldi, via! È partito come 'na scheggia.
Io me so' trovato co' 'sta spada così e dico: "Mo' che faccio, me faccio dentro ar tassì?". Ho preso e ho cominciato, ho comiciato a famme: manco avevo mannato metà robba me s'è appannato tutto... pum! Non ho capito più un cazzo! Me so' ripreso e ho visto... ho visto 'ste du' facce da cazzo grasse co' la barella che correvano verso la macchina: m'aveva portato al Sant'Eugenio!
Come ho visto 'sti due, me so' guardato er braccio e ho visto che c'avevo ancora la spada infilata. Ho visto che il sangue nun s'era coagulato e... fum! Ho mandato giù tutto il resto e ho preso 'st'artra pezza. Mentre questi arrivavano io so' sceso dall'altra parte della porta e je so' sparito proprio. E li ho lasciati senza il loro cadavere di drogato.
Lo sai che ho fatto, poi? So' annato alla ferrovia e me so' sdraiato co' la testa sui binari a aspetta' er treno. Poi, però, me ne so' annato...

domenica 26 maggio 2013

Nuovi monologhi per provini - LA COLAZIONE DI JIMMIE - PULP FICTION



 Torna anche questa rubrichetta che vi propone i migliori monologhi del grande schermo per fare bella figura nei numerosi provini a cui partecipate ogni settimana!
Eccone un altro tratto sempre da Pulp Fiction, interpretato dallo stesso Quentin Tarantino, quando aveva venti chili di meno... e molta più inventiva!

Piantala Jules.
Non cìè bisogno che tu mi venga a dire che il mio caffè è buono, intesi? Sono io che lo compro, e so quanto è buono. Quando è Bonnie a fare la spesa compra delle cagate, io compro sempre roba costosa perché quando la bevo voglio gustarla. Ma lo sai che cosa ho in testa in questo momento? Non è il mio caffè nella mia cucina, ma il vostro negretto disintegrato nel mio garage.
No, no, no, no, non dirmi di non preoccuparmi di niente. Voglio farti una domanda: quando sei arrivato qui hai visto per caso scritto davanti a casa mia "deposito di negri morti"?
No, no, no, no, rispondi: hai visto per caso scritto davanti a casa mia "deposito di negri morti"? 
E sai perché non l'hai visto? Perché non c'è scritto "conservare i negri stecchiti", non è affatto il mio campo, è questo il motivo!
Ma non ti rendi conto, cazzo!, che se Bonnie torna ora e trova quel cadavere qui dentro mi tocca divorziare? Niente consulente matrimoniale, niente periodo di prova. Devo affrontare il divorzio, capito? E io non ho voglia di affrontare il divorzio! 
Ora, senti, ecco cazzo, io voglio darti una mano, ma non voglio perdere mia moglie per questo, è chiaro?
E basta! Smettila di ripetermi Jimmie, Jules, chiaro? Non fai che ripetermi Jimmie, ma non esiste niente che tu possa dire che mi farà dimenticare che sono innamorato di mia moglie! 
Ora senti, insomma... Bonnie torna a casa dall'ospedale tra un'ora e un quarto, capisci? Ha fatto il turno di notte, all'ospedale. Devi fare qualche telefonata, sì? Devi chiamare qualche pezzo grosso? E allora chiama, e poi vattene da questa casa prima che lei arrivi!

domenica 15 luglio 2012

Nuovi Monologhi per Provini - IN NOME DELLA LEGGE


Pietro Germi è sicuramente il più sottovalutato e dimenticato regista italiano, capace di giocare coi "generi" e costruire film prima di tutto avvincenti. "In nome delle legge" è il primo film italiano sulla mafia, un protowestern con il magistrato che arriva al paese con un treno come fosse un solitario sceriffo e i mafiosi che appaiono dall'alto delle montagne come minacciosi indiani. 
Questo è il monologo finale, pronunciato dal magistrato (Massimo Girotti) che aveva pensato di fuggire dal paese senza giustizia ma che, alla morte di un giovane del posto suo amico, torna sui suoi passi e affronta la folla omertosa.

Ora che siete tutti qui, vi dico che questo è un processo. 
Mezz’ora fa, colpito da una scarica di doppietta, è stato trovato il corpo di Paolino. Aveva diciassette anni, e non aveva fatto male a nessuno. 
Ebbene, Paolino l’avete ammazzato voi che, invece di aiutarmi a svolgere il mio compito, mi avete considerato un nemico della vostra pigrizia! L’avete ammazzato voi, che avete creato mille ostacoli al mio lavoro, voi che mi avete osteggiato come e quando avete potuto, che mi avete disprezzato e ignorato, denunciandomi come un perturbatore della vostra comoda quiete. Voi tutti, uomini e donne, che vi siete lasciati avvilire dalla paura anche quando si trattava di scoprire e punire gli assassini dei vostri figli, che avete tentato di sopraffare la legge persino quando difendeva i vostri interessi. Avete ammazzato Paolino perché mi avete tutti impedito di amministrare giustizia e di imporre il rispetto della legge. 
Certo, solo uno di voi ha materialmente sparato al ragazzo. Uno che, forse, mi sta ascoltando, e che non riuscirò a giudicare e a punire perché protetto dalla vostra paura. Voi, uomini della mafia. E tu, Massaro Passalacqua, tu, che a tuo modo, sei un saggio e un giusto, anche tu hai preferito la tua legge sanguinaria e feroce, che condanna chi ti fa sgarbo e protegge chi esegue le tue condanne, alla legge, alla sola legge che ci permette di vivere vicini senza scannarci come bestie feroci. 
Ora ho finito. Per la prima volta da quando sono qui, ci siamo guardati in faccia. 
Io so benissimo, ormai, cosa posso aspettarmi da voi, e voi sapete, adesso, cosa dovete aspettarvi da me, perché io rimarrò qui, rimarrò qui in questo paese finché sarà necessario, e farò il mio dovere fino in fondo, con voi o da solo, fino a quando il colpo di una qualsiasi doppietta non mi manderà a tenere compagnia a Paolino.


domenica 24 giugno 2012

Nuovi Monologhi per Provini - L'avvocato del Diavolo


Ed eccovi un nuovo monologo da presentare ai vostri provini, che spero si stiano succedendo uno dopo l'altro a ritmo spasmodico come un governo della Prima Repubbllica.
Oggi andiamo ad analizzare un pezzo del grande Al dove il nostro si cala nei panni di Lucifero in persona. Non proprio il monologo adatto da presentare ad un provino per la vita del Beato Fra Girolamo da Busto Arstizio nella nuova fiction della Lux Vide...

Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale
a proposito di Dio.

A Dio piace guardare: è un guardone giocherellone!
Riflettici un poco Lui dà all’uomo gli istinti,
ti concede questo straordinario dono,
e poi che cosa fa?

Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento,
per farsi il suo bravo cosmico spot pubblicitario del film .
Fissa le regole in contraddizione:
una stronzata universale guarda, ma non toccare!
Tocca, ma non gustare! Gusta, ma non inghiottire!
E mentre tu saltelli da un piede all’altro,
lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate,
perché è un moralista, è un gran sadico….
è un padrone assenteista, ecco cosa è!
E uno dovrebbe adorarlo? No , mai!"

Io sto qui col naso ben ficcato nella terra
e ci sto fin dall’inizio dei tempi.
Ho coltivato ogni sensazione che l’uomo è stato creato per provare.
A me interessava quello che l’uomo desiderava
e non l’ho mai giudicato. E sai perché?

Perché io non l’ho mai rifiutato,
nonostante le sue maledette imperfezioni.
Io sono un fanatico dell’uomo, sono un umanista!
Probabilmente l’ultimo degli umanisti.

Chi, sano di mente,
potrà mai negare che il XX secolo è stato interamente mio?
Tutto quanto, Kevin, ogni cosa, tutto mio!!

Sono all’apice. E' il mio tempo questo: è il nostro tempo!!

domenica 13 maggio 2012

Nuovi Monologhi per Provini - LE STREGHE DI EASTWICK (per LEI)


Altro monologo gettonatissimo dalla ragazze della Silvio d'Amico a cui ho fatto lo ShowReel, sempre tratto da "Le Strege di Eastwick" è questo discorsetto che Cher impartisce al diavolo Jack Nicholson. Eccolo qui tutto per voi!

Sai, lo devo ammettere, io apprezzo la tua sincerità, Daryl e cercerò, mi sforzerò di essere diretta e altrettanto sincera come te, per quanto mi è possibile.
Io sono più che convinta che tu sei il più disgustoso uomo che abbia incontrato da quando sono nata.
Nel breve tempo che siamo stati insieme tu hai messo in luce tutte le ignobili caratteristiche della personalità maschile, scoprendone alcune davvero nuove: tu sei fisicamente ripugnante, intellettualmente ritardato, moralmente riprovevole, volgare, insensibile, egoista, stupido, sei privo di gusto, hai un osceno senso umoristico... e per di più puzzi. Non sei neanche abbastanza interessante da farmi vomitare!
Ti saluto Daryl... e grazie per il pranzo delizioso!

domenica 6 maggio 2012

Nuovi Monologhi per Provini - LE STREGHE DI EASTWICK

     

Torniamo a proporVi monologhi notevoli per i Vostri provini con questo classicio del gigionismo del grande Jack Nicholson, un monolgo molto gettonato dai ragazzi dell'Accademia a cui annualmente realizzo degli showreel in inglese (per chi fosse in ascolto: ciao ragazzi!).
Ecco dunque a voi il testo in italiano:

Voi credete che Dio sapesse quello che faceva quando creò la donna?
Non sono balle. Io voglio proprio saperlo.
Oppure pensate che sia un altro dei suoi errori più modesti come i maremoti, i terremoti, le alluvioni?
Pensate che le donne siano tra quelli? Beh cosa c'è? Non credete che Dio faccia errori? Certamente che li fa. Tutti facciamo errori. Certo se li facciamo noi li chiamano il male, quando Dio fa gli errori li chiamano natura.
Allora cosa pensate? Le donne: un errore o un'azione che ci ha fatto a ragion veduta?
Perché io voglio proprio saperlo, perché se è un errore forse noi in qualche modo potremmo provvedere, trovare una cura… inventare un vaccino… rafforzare le nostre difese immunitarie! Oh se no fare della ginnastica… che so… venti, trenta flessioni al giorno e non sarete più afflitti dal morbo femmineo, guariti a vita!!

domenica 11 marzo 2012

Nuovi Monologhi per Provini - BEATA TE... TE DORMI di Franco Califano



Il Califfo o il Maestro, come viene affettuosamente chiamato dai suoi fan più sfegatati (e il sottoscritto è orgoliasamente uno di loro) non è solo il patetico personaggio che ormai compare sporadicamente in qualche insulsa trasmissione tv. E' stato davvero un grande cantautore, che ci ha regalato canzoni profonde e struggenti. E, last but not least, degli stupendi monologhi, spasssose storia di vita vissuta (La Vacanza di fine settimana, Piercarlino, Balla ba), amare considerazioni sulla vita (Cesira, Er tifoso, Er gigante de casa) e immancabilmente il suo punto di vista sul sesso e l'amore (La Seconda, Secondo me l'amore, Avventura con un Travestito).
Quello che vi propongo oggi è un monologo quasi "serio", breve, adattissimo secondo me ad un provino. A voi.

Beata te... te dormi... come fai...
Ar monno nun c'e' donna più 'ncosciente
li buffi c'hanno invaso tutta casa
e tu stai li, che dormi, come gnente!
So' già le tre, nun c'è 'n filo de luce
e io nun pijo sonno, nun c'ho pace
e sto a discute sempre cor cuscino come 'n cretino
mentre te dormi... dormi e te ne freghi.
Nun ce voi ave' pensieri, c'hai artro pe la testa,
tu te voi vestì bene
pe anna' giranno co' l'amiche sceme
e l'affitto, er telefono, er cane?
La rata dell'armadio a cento ante pe’ li vestiti tua?
E la cambiale della millecento?
Nun ne parlamo proprio, va... va... va...
Nun hai allattato manco er ragazzino,
"Me cala er seno - dicevi - ce so' le balie 'e già,
io penso a tutte quante le rotture e tu?
A le smajature! (colpo di tosse)
Ah, t'ho svejata, t'ho rovinato proprio er primo sonno,
me perdoni signora se ho tossito...
Me scusi tanto se l'ho disturbata...
........................
Ma va' a morì ammazzata!

domenica 15 gennaio 2012

Nuovi Monologhi per Provini - DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO



E ritorna anche questa rubrichetta che cerca di proporre, si spera, qualcosa di nuovo e orginale per i vostri provini. Che si spera nel 2012 siano tanti e fruttuosi! Certo...
Comunque, oggi vi propongo questo pezzo tratto dal bellissimo film "Detenuto in attesa di giudizio" di Nanni Loy, la miglior interpretazione drammatica di Alberto Sordi, nei panni di un povero disgraziato che tornato in Italia dopo essersi fatto un lavoro e una famiglia in Svezia, si ritrova carcerato senza sapere un perché. Un film quanto mai attualissimo che andrebbe rivisto e fatto vedere. Qui, il protagonista, dopo essere scampato ad una rivolta in carcere si ritrova in cella con i peggiori detenuti possibili, tra cui spicca Rosario Scalia interpretato magistralmente dal compianto Giuseppe Anatrelli, che tutti voi ricorderete per il ruolo del Geometra Calboni nella saga di Fantozzi. Guardate come in pochi minuti si costruisce un personaggio, un personaggio così rivoltante, sporco, disturbante come poche volte si è visto nel nostro cinema.

Là no, là ce sta Luigi! …là ce sta Nicola! là ce sta ‘u Sciancato… Tu non ti rinfreschi un poco? Chi sei? Che hai fatto? Oh, intendiamoci non sei tenuto a rispondere…
Sei uno della rivolta, eh? Ho saputo che avete fatto cose ‘e pazzi, che avete massacrato tre secondini e due della celere… bravi! Mi piaci… sei un uomo vero!
Gli uomini veri parlano poco e non si vantano mai… Accidenti a te, tu sei tuost!
Bravo, fai bene! Non parlare mai, non ti fidare di nessuno è meglio pe tte!
Io sono Rosario Scalia, non ti dice niente il mio nome? Guagliò di me ti puoi fidare!

Ma tu si fesso o vuoi far fessi noi altri? Allora tu non sei quello che mi volevi far credere? Non sei uno dei capi della rivolta?

Ah! Avete sentito, guagliò? Lui non è come uno di noi, brutti delinquenti, camorristi, ruffiani, assassini, ladri, zuzzusi!


domenica 4 settembre 2011

Nuovi Monologhi per Provini - SEVEN




Torna l'autunno, torna la scuola, torna Striscia la Notizia e torna anche questa rubrichetta che Vi segnala alcuni monologhi da proporre ai provini o nei vostri showreel. Oggi vi propongo il monologi di Kevin Spacey nell'ottimo thriller Seven. Notate come un grande attore può monopolizzare un film pur apparendo solo negli ultimi minuti se supportato da una grande sceneggiatura.

Innocenti? Se è una battuta non fa ridere...
Un obeso, un disgustoso obeso che faticava a stare in piedi, un uomo che se lo incontri per la strada chiami a raccolta i tuoi amici per fartene gioco insieme a loro, un uomo la cui sola vista mentre stai pranzando ti faceva passare la voglia di mangiare...
E dopo di lui l'avvocato, in cuor vostro dovreste ringraziarmi per averlo fatto, un uomo che aveva dedicato la sua vita al denaro, ai beni materiali, mentendo, con tutta la veemenza di cui era capace, dando così a volgari assassini e stupratori la libertà...
Una donna, così orribile dentro da non riuscire neanche a sopportare di vivere solo perché aveva perso la bellezza esteriore, un uomo spacciatore, uno spacciatore pederasta ad essere precisi, e non ci dimentichiamo di quell'altra infetta sgualdrina ... solo in questo mondo di merda si possono definire innocenti persone come quelle e rimanere con la faccia seria.
Ma questo è il punto, vediamo un peccato capitale ad ogni angolo di strada, in ogni abitazione ... e lo tolleriamo, lo tolleriamo perché lo consideriamo comune, insignificante, lo tolleriamo mattina, pomeriggio e sera. Adesso basta però, servirò da esempio e ciò che ho fatto ora verrà prima decodificato, poi studiato ed infine seguito, per sempre.

domenica 26 giugno 2011

Nuovi Monologhi per Provini -IL RITRATTO DI DORIAN GRAY



Tranquilli... tranquilli... Casting Aperti continua ad operare e ogni tanto si ricorda anche di questa utile rubrichetta di Monologhi. Quello di oggi è tratto da "Il ritratto di Dorian Gray" film del 1946 tratto dal romanzo di Oscar Wilde.

Non esiste una buona influenza Sig.Gray, ogni influenza è immorale.
Ognuno nella vita tende a realizzare la propria natura, per questo si nasce, ognuno dovrebbe vivere una vita piena, dare forma ad ogni sentimento, ad ogni espressione, ad ogni pensiero,realizzare ogni sogno...
Ogni impulso che noi sopprimiamo intossica la mente...
L' unico modo di liberarsi da una tentazione è il cedere.
Resistendo, l'anima ne soffre e brama la cosa che ha vietato a se stesso. Non c'è niente che guarisce l' anima, eccetto i sensi, come non c'è niente che curi i sensi eccetto l' anima.
Gli dei sono stati propizi con lei. Lei ha una meravigliosa giovinezza, l' unica cosa grande nella vita.
Oggi non se ne rende conto,ma un giorno sì,e amaramente. Gli Dei si riprendono in fretta quello che danno...
Il tempo è geloso di lei Sig.Gray, non sciupi l' oro dei suoi giorni, viva, non perda niente, non abbia paura di niente, la sua giovinezza durerà così poco che non tornerà più.
Invecchiano siamo ossessionati dal ricordo delle squisite tentazioni che non abbiamo avuto il coraggio di concederci.
Il mondo è suo per breve tempo, sarebbe tragico se si accorgesse troppo tardi, come succede a molti, che c'è solo una cosa che val la pena di avere: la giovinezza!

domenica 29 maggio 2011

Nuovi Monologhi per Provini - LA MORTE E LA FANCIULLA



Torna dopo una lunga assenza questa rubrica domenicale di monologhi per i Vostri provini. Oggi vi propongo un pezzo bello tosto, tratto dal film "La Morte e la Fanciulla" di Roman Polanski, tratto a sua volta dall'omonima piece teatrale del cileno Ariel Dorfman e interpretato da Sigourney Weaver e Ben Kingsley.
In uno Stato dell'America Latina una donna crede di riconoscere in un uomo il suo vecchio torturatore ai tempi della dittatura, lo rapisce e sotto gli occhi del marito sbigottito, lo tortura. Fino a che...

ATTENZIONE DA QUESTO MOMENTO SPOILER!


... il nostro non confessa i suoi crimini.

ATTENZIONE. LINGUAGGIO MOLTO CRUDO


Ti ho violentato molte volte. Quattordici volte.
Mettevo la musica. Ti volevo tranquillizzare. Mi sono comportato bene all'inizio. Ho lottato duramente per non cedere. Nessuno ha lottato quanto me, sai? Io sono stato l'ultimo. Ho resistito fino all'ultimo. E non ho ucciso nessuno, giuro. E ne ho salvati molti. Non avete idea di quanti ne ho salvati.
Cominciai così, fui contattato per questo. Cercavano un dottore, mio fratello era nella polizia segreta. Mi disse che avevano bisogno di medici per evitare i decessi. Io ti ho lavata, eri lurida di escrementi. Mi hai detto: "Puliscimi" e io ti ho lavata. Gli altri mi incitavano: "Avanti, dottore, non rifiuterai una bella scopata gratis?".
Io vacillavo, ero interdetto. Sentivo però che la cosa... cominciava a piacermi. Le lasciavano lì sdraiate... carne sul tavolo... alla luce dei neon. Tu non lo sai, ma quelle stanze erano luminose. Donne che giacevano del tutto inermi. Non dovevo essere carino, non dovevo sedurle, capisci?
Non avevo nessun tipo di obbligo nei loro confronti. Erano in mio potere, potevo violarle tutte. Dovevano fare e dire quello che volevo. Ero perduto. Ero... curioso. Era morbosa la mia curiosità. Quanto può sopportare una donna? Cosa succede alla sua vagina dopo una scarica di corrente? Può avere un orgasmo dopo le torture? Oh Dio. Godevo a stare nudo... mi spogliavo con lentezza... facevo cadere i pantaloni a terra... perché tu lo capissi dal suono. Volevo che sapessi cosa stavo per farti. Ero tutto nudo in piena luce e tu non potevi vedermi... non potevi darmi ordini. Eri mia, vi possedevo tutte!
Diventò una droga... potevo farti male o scoparti. E tu non potevi dirmi di no. Dovevi ringraziarmi... eh! Mi piaceva. Peccato che sia finita. È un vero peccato che sia finita.

domenica 1 maggio 2011

Nuovi Monologhi per Provini - IO e ANNIE di Woody Allen



Torniamo ad occuparci di questa utile rubirchetta e lo facciamo con il Classico dei Classici: Io e Annie di Woody Allen che apriva il film direttamente rivolgendosi allo spettatore con questo monologo:

C’è una vecchia storiella: due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice: “Ragazza mia, il mangiare qui dentro fa veramente pena” e l’altra “Sì, è uno schifo; ma poi che porzioni piccole!”. Beh, essenzialmente è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miseria, di sofferenza, di infelicità e disgraziatamente dura troppo poco. E c’è un’altra battuta che è importante per me: è quella che di solito viene attribuita a Groucho Marx, ma credo dovuta in origine al genio di Freud e che è in relazione con l’inconscio; ecco, dice così, parafrasando: “Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me”. E’ la battuta chiave della mia vita di adulto in relazione alle mie relazioni con le donne.
Sapete… ultimamente i pensieri più strani attraversano la mia mente, perché sono sui 40 e penso di attraversare una crisi o che so, chi lo sa. Io… io… non mi preoccupa invecchiare, non sono di quei tipi, sapete… Lo so: quassù mi si apre una piazzetta, ma peggio di questo, per ora, non mi è successo. Io, anzi, credo che migliorerò invecchiando. Ecco, sapete, credo che sarò il tipo virilmente calvo, sapete, come dire: l’esatto contrario dell’argentato distinto, per esempio, ecco. E se no nessuno dei due. Divento uno di quelli che si perdono i filini di bava dalla bocca, vagano per i mercatini con la borsa della spesa sbraitando contro il socialismo. Annie e io abbiamo rotto e io ancora non riesco a farmene una ragione. Io… io continuo a studiare i cocci del nostro rapporto nella mia mente e a esaminare la mia vita cercando di capire da dove è partita la crepa. Ecco… un anno fa eravamo innamorati, sapete, io so… E’ strano, non sono il tipo tetro, non sono il tipo deprimente. Io… io… io… sono stato un bimbo ragionevolmente felice, credo.

domenica 3 aprile 2011

Nuovi Monologhi per Provini - CODICE D'ONORE



Ecco un altro bel monologozzo da un film ingiustamente finito un po' nel dimenticatoio. Qui vediamo il colonnello Nathan Jessep, interpretato alla grande da Jack Nicholson, dare la sua personale visione del mondo sul ruolo dell'esercito. Un pezzo più che mai attuale. Tutto vostro, soldati!

Tu non puoi reggere la verità!
Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile. Chi lo fa questo lavoro, tu? O forse lei, tenente Weinberg?
Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire.
Voi piangete per Santiago e maledite i Marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io. Che la morte di Santiago nella sua tragicità probabilmente ha salvato delle vite, e la mia stessa esistenza, sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi, salva delle vite!
Voi non volete la verità perché è nei vostri desideri più profondi che in società non si nominano, voi mi volete su quel muro, io vi servo in cima a quel muro. Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta.
Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco e poi contesta il modo in cui gliela fornisco. Preferirei che mi dicesse la ringrazio e se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti

Ah, non dimenticate che tra pochi giorni è in scena il mio spettacolo "Delitto in Palcoscenico"! Trovate tutte le info QUI

domenica 27 marzo 2011

Nuovi Monologhi per Provini - MISERY NON DEVE MORIRE



Ecco solo per voi, mie care affezionatissime, che vi lamentate scrivendo a Donna Letizia che non ci sono bei monologhi femminili con personaggi ...ehm "fighi", per usare un'espressione cara a voi giovani, il folle ragionamento di Annie Wilkes (Kathy Bates) nella pellicola "Misery non deve morire". A presto!

Paul quello che hai scritto è sbagliato!
Quando ero ragazzina a Beckersfield il mio passatempo preferito era andare al cinema il sabato pomeriggio a vedere i film a episodi…
Il migliore era RocketMan e una volta ho visto un episodio: i suoi nemici l’hanno stordito e messo su una macchina poi gli hanno manomesso i freni e spinto l’auto in discesa! Lui si è svegliato, ha tentato di frenare e di uscire, ma non ce l’ha fatta, l’auto è finita nel burrone e ha subito preso fuoco e io mi sono talmente eccitata e la settimana dopo ero la prima della fila, cominciavano con la fine dell’episodio precedente…
Ecco infatti Rocketman che tenta di uscire dall’auto e poi arriva il burrone e prima che la macchina vi finisca dentro lui riesce a saltare... e tutti ad applaudire!
Ma io no di certo, io mi sono alzata e ho cominciato a urlare: Non è finita mica così sabato! Soffrite tutti di amnesia? Ci hanno fregato! E’ tutto sbagliato! A uscire da quel cavolo di macchina lui non ce l’ha fatta!!!

domenica 13 marzo 2011

NUOVI MONOLOGHI per PROVINI: La Scena Iniziale da "Pulp Fiction"


Adesso basta però! Ancora un monologo da Pulp Fiction? Eh... che ci volete fare? Ogni momento del film ci regala un dialogo esilerante o , come in questo caso, un monologo davvero notevole. Questa è la prima scenca con Zucchino e Coniglietta seduti in una pidocchiosa caffetteria a pianificare rapine.

Per come stanno le cose adesso c'è lo stesso rischio di una rapina in banca… anzi è più di un rischio: le banche sono più facili, quelle federali non devono fermarti in alcun modo durante una rapina, sono assicurati, non gliene frega un cazzo.
Ho sentito di uno che è entrato in una banca con un telefono portatile, dà il telefono al cassiere, una voce dall'altra parte del telefono dice: “Abbiamo la figlioletta di quest'uomo, se non gli date tutti i vostri soldi la uccideremo”.
E ha funzionato! Questo che voglio dire, un coglione entra in una banca SOLO con un telefono, non con una pistola, non con un fucile, ma con un cazzo di telefono. Li ripulisce e quelli non muovono nemmeno un dito, tutto qua.
Probabilmente quella bambina non è mai esistita, qui la faccenda non è la bambina, la faccenda è: una rapina in banca con un cazzo di telefono.
Io non dico di rapinare le banche, ti sto solo illustrando che sarebbe più facile di quello che facciamo.
Niente più negozi di liquori. E poi non c'è più lo sfizio di una volta, ormai sono in mano a troppi stranieri, vietnamiti, coreani, non parlano nemmeno la tua lingua, dici: ”Svuota il registratore di cassa” e non sanno di che cazzo parli, ne fanno un fatto personale.
Uno di questi musi gialli ci costringerà ad ammazzarlo vedrai. Ma magari ci mettono in una situazione in cui o noi o loro.
E se non sono quei musi gialli saranno quei cazzo di ebrei che hanno un negozio da 15 fottute generazioni… troveremo nonno Irvin seduto dietro al bancone con quella stronza Magnum in mano.
Entra in uno di ‘sti posti con un cazzo di telefono in mano e vedrai che fine fai, fanculo, scordatene, basta, chiuso.


domenica 27 febbraio 2011

NUOVI MONOLOGHI per PROVINI:"ZUCCHERO" da "I Simpson"


"I Simpson" sono stati senza dubbio la miglior serie televisiva di sempre. Le prime otto stagioni sono insuperabili, ogni episiodio un capolavoro assoluto. Inutile dirsi che conosco decine e decine di citazioni a memoria e ne faccio regolarmente un largo uso.
Poi, a partire dalla nona stagione, la qualità delle puntate è scesa più velocemente di Tomba in uno slalom speciale.
Oggi, i Simpson sono semplicemente inguardabili, irritanti, saccenti, roba da radical chic. E il film poi davvero ignobile. Meglio "i Griffin" che riserva almeno alcune puntate davvero spassose.
Ma concentriamoci sugli anni d'oro della famiglia gialla quando, nel corso di un episodio, potevate sentire Homer che, senza alcuna ragione apparente, se ne usciva così:

Non posso vivere una vita convenzionale come la tua, Marge. Io voglio tutto... Le discese ardite, e le risalite stordite... la crema in mezzo...
Certo, potrei offendere qualche naso dal sangue blu, con il mio incedere vanitoso e il mio odore muschiato...
Ooh, io non sarò mai il prediletto dei cosiddetti "Padri della Città", che schioccano la lingua, si allisciano la barba, e parlano di quello che dev'essere fatto, di questo Homer Simpson!

domenica 20 febbraio 2011

NUOVI MONOLOGHI per PROVINI: LIKE A VIRGIN da "Le Iene"



Ma come, un altro monologo tratto da Quentin Tarantino? Sì. un altro monologo tratto da un film del feticista folle. E che monologo! Il primo in assoluto in ordine cronologico, la celebere dissertazione sul vero significato della canzone "Like a Virgin" di Madonna. Dato che è un "filino volgare" vi consiglio di recitarlo con leggerezza, proprio come se lo steste raccontando agli amici (cosa che effetivamente Mr. Brown sta facendo nel film). Il monologo è stato un po' adattato dal sottoscritto... se non vi piace come ho "aggregato" le parti di dialogo iniziali, potete sempre partire dal terzo paragrafo.

Ve lo dico io di cosa parla "Like a Virgin". Parla di una ragazza che rimorchia uno con una fava così! Tutta la canzone è una metafora sulla fava grossa.
Nooo, "Like a Virgin" non parla affatto di una ragazza sensibile che incontra un bravo ragazzo, queste sono cazzate per turisti! Quella è "True Blue", su questo non ci piove.
Ve lo dico io di cosa parla "Like a Virgin". Parla di una figa che scopa come una matta a destra e a sinistra, giorno e notte, mattina e sera. Cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzocazzo cazzo.
Finché un bel giorno incontra un tipo cazzuto alla John Holmes e allora vai alla grande! Cioè, uno che con l'attrezzo ci scava i tunnel, come Charles Bronson ne "La Grande Fuga".
Lei ci da dentro come una maiala, finché sente una roba che non sentiva da un secolo: dolore... Dolore. Le fa male! Le fa male... Non dovrebbe, perché la strada e bell'e che asfaltata ormai, ma quando il tipo la pompa, le fa male. Lo stesso dolore che sentì la prima volta, capite? Il dolore fa ricordare alla scopatrice folle le sensazioni di quando era ancora vergine...
E quindi, "Like a Virgin"!


domenica 13 febbraio 2011

NUOVI MONOLOGHI per PROVINI: NORMA DESMOND da "Viale del Tramonto"



I monologhi femminili sono più rari a trovarsi che un paio di scarpe eleganti che siano anche comode o un politico onesto. Oggi ridiamo finalmente diginità a voi care affezionatissime, con il famoso monologo finale di Norma Desmond, la vecchia pazza diva del muto nel capolavoro di Billy Wilder "Viale del Tramonto".

Non riesco ad andare avanti… sono troppo felice!
Mio caro de Mille, ti spiace se dico due parole? Grazie!
Voglio soltanto dirvi come sia felice di trovarmi nuovamente nello studio, nuovamente al lavoro! Voglio dirvi quanto mi siete mancati tutti voi… ma vi prometto che non vi lascerò mai più! Perché dopo Salomè faremo un altro film e poi degli altri ancora!
Vedete, questa è la mia vita e lo sarà per sempre! Non esiste altro… solo noi… e la macchina… e nell’oscurità il pubblico che guarda in silenzio…
Eccomi de Mille... sono pronta per il mio primo piano!

domenica 6 febbraio 2011

NUOVI MONOLOGHI per PROVINI: MARSELLUS WALLACE da "Pulp Fiction"



EccoVi un nuovo monologo tratto dal più grande film degli ultimi (e i prossimi) 20 anni. E' un altro bel monologhetto non così sfruttato come "Ezechiele 25:17" che dovrebbe fare la sua porca figura, specie se fate un'audizione per la parte di un boss o di un duro dal sangue freddo. A voi.

Penso che ti ritroverai, quando tutta questa merdata sarà finita... penso che ti ritroverai ad essere un figlio di puttana sorridente.
La faccenda è... che in questo momento hai talento. Ma per quanto sia doloroso, il talento non dura. Il tuo periodo sta per finire.
Ora questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista. Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti, che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Hm-hm! Se vuoi dire che diventa aceto, è così. Se vuoi dire che migliora con l'età, non è così.
E poi... Quanti combattimenti credi di poter ancora affrontare? Hm? Due? Non ci sono combattimenti per i vecchi pugili, eri quasi arrivato ma non ce l'hai mai fatta, e se dovevi farcela ce l'avresti già fatta.
La sera del combattimento forse sentirai una piccola fitta. È l'orgoglio che ti blocca il cervello e te lo mette nel culo. Mettiglielo tu nel culo. L'orgoglio fa solo male, non aiuta, mai. Supera certe cagate, perché da qui a un'anno, quando te la spasserai nei Caraibi, dirai a te stesso: "Marsellus Wallace aveva ragione".
Alla quinta il tuo culo andrà al tappeto.

domenica 16 gennaio 2011

NUOVI MONOLOGHI per PROVINI: "L'Inverno del nostro scontento" da "RICCARDO III"



Torna a fare capolino questa rubirchetta domenicale. E oggi, tanto per andare fuori tema, Vi presentiamo un monologo prettamente teatrale: la prima scena del primo atto del Riccardo III di Bill Shakespeare. Cosa c'è di più banale e risaputo? Nulla, appunto per questo nessuno osa più portarlo ad un provino. La traduzione che segue è presa in gran parte dall'edizione italiana del "Riccardo III" con Ian McKellen (se non l'avete visto recuperatelo!) ed è certo più moderna e di più facile comprensione rispetto a quelle che trovate in giro.
Occhio però a non eccedere nel vostro estro artistico, perchè il rischio di "sbaracare" è alto e finireste difilato nel Regio Ospedale per Gigionite Acuta.


Ora, l’inverno del nostro scontento, dell’amarezza, si è tramutato in radiosa estate grazie al sole degli York. E tutte le nuvole che cupe gravavano sulla nostra casa sono ora sepolte nell’abissale ventre dell’oceano.
Adesso le nostri fronti sono bardate di ghirlande di vittoria, le nostre armi ammaccate appese al muro come aurei trofei, i repentini allarmi soppiantati da trattenimenti ameni, le massacranti marce da leggiadri passi di danza.
Il bellicoso Marte ha disteso la fronde dal terribile cipiglio e ora anziché dar di briglia a scalpitanti destrieri per atterrire l’animo dell’odiato nemico egli piroetta agilmente nel salotto di una dama secondando le note lascive di un liuto.
Ma io che non ho grazia fisica per simili acrobazie, né sono fatto per civettare con un compiacente specchio, io che sono di rozzo conio, deforme, incompiuto, spinto anzitempo nel pulsante mondo in una forma appena abbozzata, talmente storpia e goffa che i cani mi abbaiano contro nel vedermi passare zoppicando, io in questa indolente stagione di pace non ho altro piacere per ingannare il tempo che contemplare la mia ombra al sole e comporre variazioni sulla mia deformità.
Sì, io posso sorridere, e mentre sorrido uccidere. E bagnarmi le guance di lacrime artificiali e atteggiare il volto a seconda delle occasioni.
Visto perciò che non posso fare il galante ho deciso di impormi facendo il furfante e di odiare le stolte piacevolezze di questo tempo.
Ho tramato complotti di ogni sorta e pericolose illazioni per spingere i miei fratelli Clarence e il Re l’uno contro l’altro in odio mortale.
E se Re Edoardo è giusto e leale, così come io sono astuto, falso e traditore, oggi Clarence verrà rinchiuso in una gabbia per quella profezia che dice che C. sarà l'assassino degli eredi di Edoardo.
Oh pensieri piombate fino in fondo alla mia anima... ecco che viene Clarence!